I fatti separati dalle intercettazioni
Luigi Ferrarella fa bene a chiedersi se l’Italia possa dare lezioni di privacy agli americani ed è un peccato che l’editorialista del Corriere sprechi il nobile interrogativo dandosi la risposta sbagliata. L’argomento di Ferrarella contro la legge del governo sulle intercettazioni si basa sul parallelo con il caso di Rod Blagojevich, l’ex governatore dell’Illinois che in questi giorni è sotto processo.
16 AGO 20

Rod Blagojevich è stato arrestato dopo un’inchiesta di tre anni legata a presunte trame di corruzione del governatore, invischiato nell’ambiente poco raccomandabile di Chicago e in rapporti più che ambigui con alcuni suoi protagonisti tipo Tony Rezko, palazzinaro, manovratore e finanziatore arrestato nel 2008. Il caso pubblico di Blagojevich è nato quando gli uomini della procura hanno intercettato le conversazioni a proposito della vendita del seggio del Senato al migliore offerente. Quando il procuratore generale dell’Illinois, Pat Fitzgerald – quello che ha indagato, fra gli altri, Scooter Libby e Lord Conrad Black – ha avuto prove a sufficienza per dimostrare che lì c’era il ragionevole sospetto di un reato che per ragioni di buon senso imponeva l’immediato arresto di Blagojevich, ha convocato una conferenza stampa per spiegare l’accaduto.
Fitzgerald non ha spiegato i dettagli dell’intera inchiesta né ha autorizzato la pubblicazione di tutte le intercettazioni, con le quali si sarebbero potuti riempire giornali da qui all’eternità: semplicemente ha incluso nel documento pubblico e citato a voce quegli stralci che dimostravano che lì c’era il rischio di un reato e non un reato qualsiasi, ma una nomina sulla quale solo il governatore aveva potere. Se lo scambio seggio-per-denaro fosse andato in porto non ci sarebbe stato verso di tornare indietro. La pubblicazione si è limitata agli eventi di interesse pubblico ed è stata subordinata al criterio della pertinenza e all’esigenza della tempestività. Niente sputtanamento privato, niente festini, niente perversioni, niente graticola. Blagojevich non si è dimesso dietro il ricatto delle intercettazioni, ma è rimasto al suo posto e il 31 dicembre 2008 ha nominato Roland Burris per il posto al Senato.
A far cadere il governatore è stata una procedura d’impeachment del Senato di Springfield, portata avanti secondo il rito legalmente riconosciuto. Sono i fatti che hanno portato alla caduta di Blagojevich, non la loro rappresentazione a mezzo intercettazioni. Per questi fatti deve rispondere a un giudice, e rischia fino a vent’anni di carcere. Tutto questo nonostante lo show di Fitzgerald – non certo un garantista – che aveva usato una narrativa iperbolica per descrivere le malefatte di Blagojevich. Qualche giorno dopo la conferenza stampa, il Wall Street Journal – giornale conservatore, quindi potenzialmente interessato a cavalcare lo sputtanamento della Chicago democratica – ha chiesto a Fitzgerald di tenere per sé le opinioni su Blagojevich e di limitarsi a fare il proprio lavoro.